Il Paese di Cellio

 

La Valle di Cellio si estende da un'altitudine di circa 400 metri s.l.m. fino a circa 900 metri s.l.m.
E' un territorio ricco di boschi, soprattutto per via della vasta estensione territoriale, che comprende ben trentadue località sparse sui declivi.

valleCellio


La Valle, inoltre, è posta sul confine con la riviera del Lago d'Orta e la Valle del Monte Rosa; geograficamente è una valle aperta, con clima mite, che raramente conosce la nebbia.
Le giornate invernali non sono molto rigide: basta un po' di sole e l'aria si riscalda immediatamente, pur mantendendo, nei mesi più freddi, un bellissimo manto nevoso che abbraccia le zone abitate.


Capoluogo e sede del Palazzo Comunale è Cellio, adagiato al centro della valle, da dove l'occhio umano, in una giornata limpida può spaziare dal Monte Rosa sino alla catena delle Alpi Liguri, dove fa bella mostra il Monviso.

Un tempo l'attività prevalente era l'agricoltura, oggi ormai completamente scomparsa.

Dal punto di vista della ricettività, Cellio offre una struttura alberghiera e un residence di proprietà comunale, collegato al progetto di albergo diffuso.

La zona è molto frequentata, soprattutto in estate, tanto che molti turisti hanno costruito qui la loro "seconda casa", oppure trovato alloggio presso case in affitto.

Cellio offre anche una varietà di strutture sportive: il campo da calcio (situato poco sopra l'abitato di Cellio e gestito dal Gruppo Sportivo Valle Cellio), e il campo polivalente per il gioco di tennis, calcetto e pallavolo (situato in Piazza Durio a Cellio e gestito dalla Pro Loco).cellioQuadro

Tantissimi sono gli spunti per percorsi sia a piedi che in bicicletta, alla riscoperta delle numerose opere d'arte sparse per il territorio.

Tornado ai nostri boschi, ricchi di castagneti, faggi, betulle, ed altre piante da frutto, possiamo imbatterci nei frutti del sottobosco, come funghi, castagne, ecc..., oppure poter vedere la nostra fauna, caprioli, volpi, martore, scoiattoli, ricci, tassi e, a volte, anche qualche cinghiale. La flora in primavera esplode con primule, bucaneve, margheritine, ranuncoli, ecc...

Beh in conclusione potremmo quasi definire la nostra valle come una delle più verdi d'Italia.

 

 

Ecco come Padre Eugenio Manni, nella sua letteratura, descrive il paese di Cellio.

da "I Campanili della Valsesia, note di storia religiosa e artistica"

di P. Eugenio Manni - Fascicolo VIII


I Primi Abitanti

"Originariamente gli scrittori fanno risalire Cellio a dopo l'occupazione dei Romani. Si può pensare invece che l'antichissimo insediamento di Liguri a Borgosesia, specie dopo la loro sopraffazione da parte dei Celti, già si fossero distaccati dei gruppetti in cerca di possibilità di vita in alto, in esecizio di caccia e più tardi di alpeggio. [...]"


Quale fu il primo nome?

"Fu necessariamente della parlata dei Romani, i primi a dare alle terre di loro conquista un ordine militare-amministrativo.[...]Raggrupparono i piccoli abitati sotto il nome di uno che sembrava dominarli. Cellio ebbe, in riferimento al centro più in vista, un nome nuovo, che balzava naturale secondo il vocabolario dei dominatori, il nome di Cilium.

L'accettò poi anche il vocabolario curiale della Chiesa nel senso di paese <<super cilium>>.[...] Il dialettale <<Cej>> ha l'aria di un plurale, per un significato di aggettivo cumulativo.[...]"


Il più singolare dei nomignoli

"Nella zona non facevano grande impressione i nomignoli perchè le popolazioni, tra loro vicine, se li appioppavano in qualifica scherzosa, ma non offensiva. Quello di Cellio, i Liga-Crist, era spiegato con un fatterello nient'affatto disonorevole, di naturale evenienza.

In occasione delle Processioni di Rogazione (tradizione che risaliva al Vescovo Carlo Bascapè, ossia al principio del '600), transitando, con le grosse croci processionali, in una località boscosa, un ramo d'albero aveva staccato il Cristo dalla croce e, per spiegabile necessità, visognò far di necessità virtù, ossia legare il Cristo al suo posto con un rametto di ginestra.

La cosa fu risaputa nei paesi vicini e... nacque il nomignolo di Liga-Crist."


Il giocoso scambio di nomignoli

"Il cirtuito di Cellio ne fruisce in graziosa varietà. Eccone l'elenco abuto dalle labbra degli anziani del posto.

Cellio è in testa quali i Liga-Crist.

Bosco: i ginastrêuj - - - Mascherana: i Balarinn

Allera: i patachìn - - - Casaccia: i pataciêuj

Baltegora: i scimiëti - - - Viganallo: i curtéj

Zagro: i pacianûic - - - Cosco: i mucêit

Agua: j'avuchêjt - - - Culagna: j'achêit

Arva: i favi - - - Fronto: j'alûich

Tairano: i fasêuj - - - Mollie: i pisacàn

Carega: i pazzêj - - - Plello: i pautulôgn

Valpiana: i manzêuj - - - Merlera: i strîj

Piana dei Monti: i burdôgn - - - Cadarafagno: i s'ciapêjt

Castagnea: i lûv - - - Breia: i panàda

Agarla: i bujêt - - - Cavaglia: i baghêit."